System/38

Il System/38 è stato il sistema IBM commercializzato dal 16 Giugno 1986 (successore del System/34 e System/36). La sua prima particolarità che questo sistema aveva era la console principale integrata (rappresentata nell’immagine a seguire) da cui potevano svolgere le operazioni principali gli addetti del sistema.

Aveva caratteristiche simili al System/36 e System/34, questo oggi da la possibilità di usare i vecchi programmi sia del System/36 e 38 sull’ IBM i. Il System/38 fu il primo sistema nella storia ad avere la tecnologia DBMS (riportata poi all’interno dell’AS/400). Era compreso al suo interno anche il linguaggio CL (“Control Language” linguaggio integrato simile agli script shell e agli script batch) , quest’ultimo (integrato anche nell’AS/400) ,se viene compilato può essere eseguito nativamente. Con il System/38 RPG si aggiorna alla versione 3 includendo miglioramenti rispetto alla versione 2.

Un pensiero riguardo “System/38

  • 25 Gennaio 2021 in 17:48
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    Il S/38 è stato annunciato nel 1978 e reso disponibile nel 1979/1980 come sistema a sè, e NON come successore del S/36 (ch’è il figlio del S/34, nipote del S/32). Figlio del S/38 è stato l’AS/400, che includeva anche il S/36 (con l’S36EE), sistema ancor oggi presente in IBM col nome di POWER System.

    Il sistema operativo del S/38 (CPF) si “appoggiava” su un sistema di MicroCode a 2 livelli (Horizontal e Vertical MC): oltre all’interfaccia diretta con l’HW (comandi-macchina standard), c’era la ‘gestione’ delle funzioni di base (DBMS, Networking, Security ….) che rendevano ‘indipendente’ il sistema operativo dall’hardware, attraverso una serie di “Interfacce di Macchina” (TIMI), che l’IBM rese “disponibili” attraverso la pubblicazione delle relative macro (usava il linguaggio di programmazione IRP).

    Nel 1986 fu annunciata la DDMA (Distributed Data Management Architecture), così come nel 1983 era già stata annunciata l’APPC e successivamente l’APPN nativa (Advanced Program-to-Program Network).
    Il “passaggio” da macchine di tipo CISC a quelle RISC fu fatto dal “figlio” del S/38, l’AS/400, annunciato nel 1989.

    Il S/38 ebbe molti compilatori: olre all’RPG, c’era il COBOL, il FORTRAN, il PL1 ed il BASIC; anche volendolo, non si sarebbe potuto usare l’ASSEMBLER, perchè non ci sarebbero state disponibili le ‘istruzioni-macchina’!

    Per quanto riguarda il Report Program Generator (con il S/38 chiamato anche Routine Program Generator), ci sono varie versioni di questo linguaggio di programmazione. Nato come “simulatore” di un gestore di schede perforate (elaborazione ‘a ciclo’ con un linguaggio tipicamente ‘posizionale’, cioè suddiviso a colonne, con un significato – ed una sequenza – ben preciso per colonna), è stato usato su vari sistemi, fino ad approdare al System/3 ed al S/32 e poi S/34 (qui chiamato RPG II, che permetteva l’utilizzo dell’interattività multipla => MRT). Nella famiglia dei sistemi S/3x si annoverano anche il DERPG per il Sistema 5280 (su Floppy da 10” e poi dischi interni), il RPG III per il S/38 ed il RPG/400 per l’AS/400 (oggi RPG IV per Power System, già sistemi i-Series).
    Caratteristica principale dell’RPG III era la definizione ‘esterna’ dei files (intesa anche come ‘device’ = display, card, printer, tape, communication, e non solo come RDBMS, cioè struttura del dato, che fosse fisica o vista logica) e l’uso del ‘fuori ciclo’ come main-line di esecuzione, che permetteva sia l’uso di subroutine nel source, che il richiamo di altri programmi compilati, che venivano visti come subroutine, anche se scritti in diversi linguaggi di programmazione, CLP compreso (Control Language Program, cioè i comandi di sistema operativo inseriti in un file di sorgente e reso eseguibile)!!!

    Il S/38 era una macchina molto (troppo) avanti per la sua epoca: in Italia (una delle nazioni in cui ha avuto maggior successo) fu ‘dotata’ di un SW applicativo molto potente (Gestione DataBase Applicativo con le Applicazioni Contabili Gestionali) che lo rendevano estremamente appetibile e direttamente utilizzabile dalle medie aziende (ed anche da quelle grandi), ma ne limitavano anche gli enormi potenziali. Difficile da “interpretare” (era un “host integrato”, diverso dalla macchina ‘chiavi-in-mano’ quale la si voleva far passare), presso alcuni clienti (italiani e non) è stata usata talmente bene da gestire anche un parco display di 800 unità, oppure oltre 100 terminali che, spenti contemporaneamente mentre elaboravano transazioni delicate (vedi fine orario [= chiusura] degli uffici/sportelli connessi), avrebbero mandato in tilt qualunque sistema, ma non il S/38, che ne gestiva perfettamente recovery e completamento delle transazioni senza perdere nessun dato! Era la macchina perfetta per il downsizing (orrore politico dei commerciali, sfida ambiziosa dei tecnici 😀 !).

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